"LA SITUAZIONE E' SEMPRE PIU' DRAMMATICA";
HA RAGIONE, SIGNOR MARKESE: MA A GENOVA, NON IN SIRIA
"La
situazione ... di ora in ora diventa sempre più drammatica, non può essere più
ignorata da nessuno. E' importante che la comunità ... si attivi, mettendo in
campo aiuti per proteggere e assistere la popolazione"; sono queste le
parole con cui il Markese annuncia che - dalla tarda mattinata di sabato
ventidue settembre e per la durata di tre giorni - dalla fontana dela piazza
centrale di Genova, De Ferrari, sgorgherà acqua di colore rosso.
Se qualcuno crede che il nobiluomo faccia riferimento alle emergenze della
città che governa - abitative (quarantaquattromila case sfitte), lavorative
(Amt, Centrale del Latte, Ilva, Fincantieri, etc.), ambientali (Gronda autostradale
di ponente e Terzo Valico ferroviario dei Giovi) - si sbaglia di grosso: il suo
pensiero corre ai fatti che stanno accadendo in Siria.
Con tutto il rispetto per l'emergenza umanitaria che affligge il Paese guidato
dal presidente Bashar al Assad, il Markese farebbe bene ad interrogarsi sui
guasti che sta producendo l'arroganza politica dei sedicenti democratici
genovesi, ed agire per porvi un freno prima che sia troppo tardi.
Al momento della candidatura alle elezioni primarie, a tutti i concorrenti è
stato imposto - qualora fossero stati sconfitti - di impegnarsi a sostenere il
programma del vincitore: è evidente che questa mossa, studiata dai responsabili
genovesi della setta guidata da Fra Pierluigi da Bettola, doveva servire ad
obbligare i valletti dei Fratelli Bettoliani a seguire il loro programma.
Avevano schierato due pezzi da novanta nella competizione - l'ex sindaco Marta
Vincenzi, e la senatrice Roberta Pinotti - e per questo erano convinti di
stravincere; qualcosa è andata storta, ed il nuovo doge di Genova non è
risultato un loro uomo: a questo punto, con la loro solita protervia, hanno
costruito un proprio programma da contrapporre a quello del candidato, ed ora
fanno di tutto per sostituire l'uno all'altro.
Non è pensabile che l'opinione di un qualunque capogruppo in Consiglio comunale
possa valere di più di quello del primo cittadino; occorre fermare, con ogni
mezzo necessario, la follia politica del Partito (sedicente) Democratico: prima
che sia troppo tardi.
Genova, 21 settembre 2012
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
http://pennatagliente.wordpress.com